Lavoretti di tecniche varie · Senza categoria · W.I.P.

W.I.P.: Specchio, specchio delle mie brame…

Il secondo lavoro che mi è stato affidato è il recupero di questa specchiera che in origine doveva essere poggiata sopra un comò.

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(Scusate la foto “di spalle” ma pesava da morire e ormai l’avevo messa così per proteggere lo specchio…)

Uniche direttive: un fondo parzialmente visibile in una tonalità di rosso e un risultato finale che sia molto molto appariscente.
Oooooochèi!
Visto che con la lampada sono andata per le calende greche, questa sto cercando di farla veloce.
Ecco i primi passaggi:

– Prima di tutto smontato lo specchio. Poi ho fatto saltare la vernice screpolata e mi sono accorta che i fregi sono di plastica anziché di legno. Ma questo non mi fermerà!😉
Ho scartavetrato il tutto e mi sono messa all’opera.

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-Ho dato due mani di acrilico gessoso e vi dirò,  fosse stato per me l’avrei lasciata così; bianca era stupenda 😊

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-Dopo il fondo, due mani di colore di base. Ho mischiato tre colori (Linea Fleur di To-Do, colori  Yellow Ochre (2 parti), English Maroon (2 parti), Porto Red (1 parte), con i quali ho creato questo rosso fegato…un po’ scuro forse, ma ho in serbo un asso nella manica per schiarirlo…

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Il passo successivo sarà l’appariscenza!! 😉

 

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A.A.A. Piccolo miracolo….fatto!

Finalmente anche questo progetto è giunto al termine. E’ stato più faticoso del previsto, anche per i vari contrattempi che si sono verificati durante le varie fasi della lavorazione, ma soprattutto per colpa mia, perché non mi accontento, perchè se dico che deve essere così, deve essere così! Ecco.

Sono molto orgogliosa del risultato,  tutta rifatta di sana pianta, dall’impianto elettrico al paralume, che ho creato integralmente. Tutto l’insieme  è armonico ed elegante, e intonato all’ambiente in cui sarà collocato. L’ho consegnata ieri sera, ed ho avuto grande soddisfazione perché è piaciuta oltre ogni previsione.

Ecco dunque, senza altri indugi questo “piccolo miracolo”.

lampada1

particolari

 

abat-jourprimadopo

E quando ho chiesto a mia sorella cosa ne pensava mi ha risposto: “E’ bellissima….è venuta a prova di Cavaliereerrante!”

E voi? Che ne dite?

Quattro chiacchiere · Ridiamoci su · Senza categoria

La Polverosa

 

Quando Simone comprò questa moto e ne innamorai subito.
E quando vidi come si chiamava (eh, si, ha un nome) ne rimasi stregata: “La Polverosa”.

La Polverosa
Quale nome più indicato per una come me? Decisi che un giorno avrei provato a guidarla.
E l’occasione si è finalmente presentata quando a primavera, dopo alcuni anni di onorevole servizio, per prendere la patente superiore Simone ha dovuto  passare ad un  modello più potente. Potevo forse lasciarla uscire dalla nostra famiglia? No, non potevo….in preda ad un attacco di crisi di mezz’età  gli ho detto che se me la lasciava provare per qualche mese e  fossi stata ancora in grado di portarla gliel’avrei comprata io.

Ho fatti già diversi giretti nei dintorni a ieri è stato il “battesimo della strada”.

Avevamo deciso di andare a trovare degli amici che sono in vacanza a Pietramala, mezza montagna, 903 mt.  s.l.m. e ci siamo organizzati per andarci in moto. Maurizio davanti con la sua, io dietro con “La Polverosa”. Ovviamente tutto all’insaputa della Nonna Abelarda, che se lo avesse anche minimamente immaginato sarebbe stata sulla corda per tutto il pomeriggio.
Abbiamo fatto un totale di 130 km in gran parte di curve e tornanti, che per una prima uscita mi sembra un tirocinio niente male. Risultato: un po’ lenta e un paio di incertezze ma nel complesso me la sono cavata alla grande, e ci sto prendendo gusto! E, contrariamente alle previsioni oggi non ho né torcicollo e né dolori di alcun genere.
Volete un consiglio? Se vi sentite un po’ spenti e…vecchi, prendetevi una moto. A me funziona come macchina del tempo, appena salgo in sella mi sembra di avere di nuovo diciott’anni.

E, come potete immaginare, a coronare la bella giornata non poteva mancare la battuta di Maurizio; quando Simone ha chiamato per chiederci se era andato tutto bene gli ha risposto: “Benissimo! S’andava così piano che quando siamo passati davanti all’autovelox ci hanno rimesso due punti sulla patente!”

HA, HA, HA😦  Simpaaaaticooo!

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A.A.A.piccolo miracolo cercasi -aggiornamento-

Uh-oh, è passato già quasi un mese dall’inizio di questo lavoro. Devo dire che la cosa si è dilungata parecchio, anche a causa della difficoltà a reperire alcuni materiali indispensabili per il restyling per via della chiusura estiva dei negozi. Comunque, ridendo e scherzando sono quasi a fine del lavoro. Avevo programmato di fare una specie di w.i.p. ma ripensandoci avrei potuto rovinare la sorpresa alla committente se fosse passata di qui e allora ho preferito non pubblicare foto fino a lavoro consegnato. Appena riesco a reperire l’ultimo pezzo per l’impianto elettrico siamo a cavallo. A presto col risultato finale! Vedrete, ne varrà la pena (almeno lo spero🙂 )

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A.A.A. piccolo miracolo cercasi :-)

Stavo quasi per iniziare il terzo pezzo per il terrazzino  (il portaombrelli) quando mi hanno commissionato (menomale!) tre lavori piuttosto impegnativi. Il primo che affronterò è il restyling di questa lampada da tavolo, che dovrà diventare una abat-jour per il comodino della nuova camera.Lampada

Come vedete è messa piuttosto male. Ci sarà da rifare il cappello, l’impianto elettrico e anche la decorazione diversa della base.
Smontandola e rigirandomela un po’ fra le mani ho scoperto due cose.

Primo: non è nata come lampada ma si trattava di un vaso di porcellana inglese del 1967

Sotto vaso
Ho informato la committente che poteva avere un qualche valore, ma lei mi ha confermato che  l’aveva  raccolta dai rifiuti (anche lei è appassionata di recupero come me), e voleva procedere ugualmente a darle una nuova vita. Mi sono voluta lo stesso informare (per mia curiosità ma anche per ulteriore scrupolo) e al riguardo ho scoperto questo, che mi conferma che non avevo affatto  torto:

best ware
Secondo: è tutta percorsa da una incrinatura  a spirale che gira intorno al vaso dalla base fino a metà della pancia, il che da una parte mi consola, visto che nello stesso momento avevo anche letto che…

valutazioni

Appurato che il vaso -così com’è ridotto- non ha alcun valore, posso procedere senza rimpianti.
Ci sarà  bisogno di una bella stuccatura per saldare il danno, e non sarà possibile fare il foro in basso per l’uscita del filo per non rischiare di spaccare il vaso. Quindi dovrò fare una variante, della quale abbiamo già parlato con la committente e speriamo che sia fattibile.

Adesso vado a iniziare, se ne avrete voglia vedrete insieme a me come procede.

Andiam, andiam, andiamo a lavorar……🙂