La Polverosa

 

Quando Simone comprò questa moto e ne innamorai subito.
E quando vidi come si chiamava (eh, si, ha un nome) ne rimasi stregata: “La Polverosa”.

La Polverosa
Quale nome più indicato per una come me? Decisi che un giorno avrei provato a guidarla.
E l’occasione si è finalmente presentata quando a primavera, dopo alcuni anni di onorevole servizio, per prendere la patente superiore Simone ha dovuto  passare ad un  modello più potente. Potevo forse lasciarla uscire dalla nostra famiglia? No, non potevo….in preda ad un attacco di crisi di mezz’età  gli ho detto che se me la lasciava provare per qualche mese e  fossi stata ancora in grado di portarla gliel’avrei comprata io.

Ho fatti già diversi giretti nei dintorni a ieri è stato il “battesimo della strada”.

Avevamo deciso di andare a trovare degli amici che sono in vacanza a Pietramala, mezza montagna, 903 mt.  s.l.m. e ci siamo organizzati per andarci in moto. Maurizio davanti con la sua, io dietro con “La Polverosa”. Ovviamente tutto all’insaputa della Nonna Abelarda, che se lo avesse anche minimamente immaginato sarebbe stata sulla corda per tutto il pomeriggio.
Abbiamo fatto un totale di 130 km in gran parte di curve e tornanti, che per una prima uscita mi sembra un tirocinio niente male. Risultato: un po’ lenta e un paio di incertezze ma nel complesso me la sono cavata alla grande, e ci sto prendendo gusto! E, contrariamente alle previsioni oggi non ho né torcicollo e né dolori di alcun genere.
Volete un consiglio? Se vi sentite un po’ spenti e…vecchi, prendetevi una moto. A me funziona come macchina del tempo, appena salgo in sella mi sembra di avere di nuovo diciott’anni.

E, come potete immaginare, a coronare la bella giornata non poteva mancare la battuta di Maurizio; quando Simone ha chiamato per chiederci se era andato tutto bene gli ha risposto: “Benissimo! S’andava così piano che quando siamo passati davanti all’autovelox ci hanno rimesso due punti sulla patente!”

HA, HA, HA😦  Simpaaaaticooo!

A.A.A.piccolo miracolo cercasi -aggiornamento-

Uh-oh, è passato già quasi un mese dall’inizio di questo lavoro. Devo dire che la cosa si è dilungata parecchio, anche a causa della difficoltà a reperire alcuni materiali indispensabili per il restyling per via della chiusura estiva dei negozi. Comunque, ridendo e scherzando sono quasi a fine del lavoro. Avevo programmato di fare una specie di w.i.p. ma ripensandoci avrei potuto rovinare la sorpresa alla committente se fosse passata di qui e allora ho preferito non pubblicare foto fino a lavoro consegnato. Appena riesco a reperire l’ultimo pezzo per l’impianto elettrico siamo a cavallo. A presto col risultato finale! Vedrete, ne varrà la pena (almeno lo spero🙂 )

A.A.A. piccolo miracolo cercasi :-)

Stavo quasi per iniziare il terzo pezzo per il terrazzino  (il portaombrelli) quando mi hanno commissionato (menomale!) tre lavori piuttosto impegnativi. Il primo che affronterò è il restyling di questa lampada da tavolo, che dovrà diventare una abat-jour per il comodino della nuova camera.Lampada

Come vedete è messa piuttosto male. Ci sarà da rifare il cappello, l’impianto elettrico e anche la decorazione diversa della base.
Smontandola e rigirandomela un po’ fra le mani ho scoperto due cose.

Primo: non è nata come lampada ma si trattava di un vaso di porcellana inglese del 1967

Sotto vaso
Ho informato la committente che poteva avere un qualche valore, ma lei mi ha confermato che  l’aveva  raccolta dai rifiuti (anche lei è appassionata di recupero come me), e voleva procedere ugualmente a darle una nuova vita. Mi sono voluta lo stesso informare (per mia curiosità ma anche per ulteriore scrupolo) e al riguardo ho scoperto questo, che mi conferma che non avevo affatto  torto:

best ware
Secondo: è tutta percorsa da una incrinatura  a spirale che gira intorno al vaso dalla base fino a metà della pancia, il che da una parte mi consola, visto che nello stesso momento avevo anche letto che…

valutazioni

Appurato che il vaso -così com’è ridotto- non ha alcun valore, posso procedere senza rimpianti.
Ci sarà  bisogno di una bella stuccatura per saldare il danno, e non sarà possibile fare il foro in basso per l’uscita del filo per non rischiare di spaccare il vaso. Quindi dovrò fare una variante, della quale abbiamo già parlato con la committente e speriamo che sia fattibile.

Adesso vado a iniziare, se ne avrete voglia vedrete insieme a me come procede.

Andiam, andiam, andiamo a lavorar……🙂

Lavamani – restyling –

Da tanto tanto tempo abbiamo in casa un antico lavamani.

Lavamani1

Mia mamma dice che risale addirittura all’ottocento. Negli anni si sono rotti  gli utensili in porcellana, prima il portasapone, poi il catino e per ultima, dopo essere stata per tanto tempo in bagno con una pianta idroponica dentro si è rotta anche la caraffa. La struttura in ferro è stata adibita a portavasi, ma nonostante l’abbia riverniciata ogni paio d’anni, oramai è tutta sbollata dalla ruggine.

 

Lavamani2

Ho deciso di riverniciarlo per metterlo sul terrazzino accanto alla panchina e di fare quindi un arredamento tutto nello stesso stile. Dopo aver dato una bella mano di antiruggine (avrei dovuto carteggiarlo bene con la spazzola di ferrro ma vi dico la verità, mi faceva una fatiiicaaaaa… Così ho saltato il passaggio, staremo a vedere…) ho passato un primo strato di vernice lavagna e poi una spruzzata di smalto acrilico a bomboletta e l’ho un po’ sgraffiato stile shabby, come la panchina.
Eccolo qua, rimesso a nuovo (o quasi).

Lavamani3 Lavamani4

W.I.P. misterioso 2^ step

Come promesso ecco il secondo step di questo w.i.p. del mistero.
Strano che nessuno abbia indovinato. Forse si spiega perché era troppo semplice. Ognuno ha cercato cose particolari, inusuali, ma quasi sempre vale la teoria del Prof. Theodore Woodward  “Se senti rumore di zoccoli, pensa ai cavalli, non alle zebre”.
Vediamo se riuscite ad indovinare ora. Ho disegnato le nostre iniziali su ognuno dei cerchi, più uno che poi vi spiegherò. Ho dato sui dischi colorati un prodotto screpolante evitando le iniziali  dopodiché  ho dipinto col bianco (sempre evitado le iniziali) che screpolandosi ha lasciato filtrare il colore di fondo.

Ecco quindi il risultato. Forza, ora è chiaro come il sole, pensate ai cavalli!

cerchi2

 

W.I.P. misterioso 1^ step

Ecco un altro w.i.p. “Indovinala grillo!”. Ho tagliato 5 dischi di compensato che mi serviranno per un lavoretto per casa mia.

dischi

L’idea creativa è di Simone, sia del cosa fare che di come farlo. Sul come o dovuto mettere un paio di paletti perché così come lo voleva lui era veramente un po’ ecessivo. Gli ho promesso di non farlo Shabby (lui lo odia), anche se mi costa tenere ferma la mano che si dirige di natura verso il barattolo del bianco e la carta vetrata😉 Alla fine siamo venuti a un compromesso: ok prevalenza bianco ma con una accesa nota di colore.
Ecco qui il primo passaggio:

dischi2

Via alle scommesse!
Vi dò un piccolo indizio: non sono frisbee e nemmeno i cinque cerchi olimpici…
Al prossimo step si inizierà a capire, quindi se indovinate non sarà più valido, capito furbetti???😉