Quattro chiacchiere · Schegge di vita

Ma diamo i numeri?

Ieri mattina ho portato Gabriele all’ospedale pediatrico per rimuovere il gesso al polso.
Premetto che l’ospedale Meyer di Firenze è un ospedale  all’avanguardia in tanti settori della medicina e chirurgia pediatrica, e siamo fortunatissimi e, lasciatemelo dire, anche un po’ orgogliosi di avere un ospedale pediatrico così efficiente in cui arrivano bambini da tutta l’Italia. L’ospedale è stato creato solo pochi anni fa, una struttura ultramoderna, grandi e belle sale d’attesa, con poltroncine di plastica colorata, suonatori di flauto, album da disegno e piccoli giochi per intrattenere i bambini, nonché pareti dipinte ecc.ecc.

Avevamo appuntamento alle 9,20. Appuntamento prenotato già da loro stessi quando gli misero il gesso venti giorni fa.
Arriviamo lì con circa mezz’ora di anticipo, all’ingresso il banco informazioni è chiuso. Saliamo al primo piano, ad uno sportello accettazione chiedo con gentilezza se è lì che devo andare. L’impiegato (impiegato male, direi) mi risponde in malo modo che lì non danno informazioni e che devo chiedere alle informazioni. Faccio presente che alle informazioni non c’è nessuno, dice che c’è un cartello. Riscendiamo, ritorniamo al banco  e leggiamo che dobbiamo recarci ad un altro sportello informazioni che si trova da un’altra parte. Seguiamo le indicazioni, dobbiamo risalire, percorrere un lungo, lunghissimo corridoio vetrato e recarci nella sala di attesa dove c’è l’altro sportello. Da lì dobbiamo percorrere un altro lungo corridoio che ci porta alla nostra sala di attesa dove dobbiamo fare l’accettazione per la visita.
WOW!!!  Megasorpresa, abbiamo solo una persona in coda prima di noi, vai che facciamo presto!

Ore  9 in punto, accettazione fatta, dobbiamo attendere la chiamata.   Il nostro codice  è: ZN2. Ma che razza di numero è?
Però suona bene… speriamo che ci chiamino in orario.   Volete ridere?

Il tabellone delle chiamate è questo: lavagna (lo so, la foto fa schifo, ma l’ho fatta in corsa per non farmi troppo notare…). Le linee blu indicano le varie stanze visita (ben 10!) le parti gialle indicano i numeri di chiamata.
E qui casca l’asino…. Le caselle non cambiano colore quando scatta un nuovo numero, né viene emesso alcun “blin-blon” o suono di alcun genere; i numeri, scritti nero su giallo, lampeggiano, si fermano, cambiano abbinamento con le stanze, spariscono, poi riappaiono…insomma un balletto sconclusionato di numeri e lettere, che ipnotizza tutti i presenti inchiodati a naso all’insù in attesa di vedere improvvisamente comparire il proprio numero, che, non essendo in ordine consecutivo, non sai mai quando apparirà. Praticamente come la tombola di Capodanno.
Quindi, a meno che tu non abbia in borsa un altro accompagnatore, non puoi allontanarti né per andare a fare colazione ingannando l’attesa, né per eventuale sosta al bagno, cosa che specialmente chi ha bambini è propenso a fare.
Mentre aspettiamo col naso in alto per controllare il tabellone luminoso, dove passano lampeggiando qua e là i vari CR1, ZI4, GL8,  zompettando da una parte all’altra del gigantesco monitor, siamo circondati da varia umanità: due bambine giocano sorridenti su due cavalli a dondolo; un altro, molto piccolo, piange incessantemente in braccio alla mamma, una bambina si sta quasi addormentando sulle poltroncine. Due donne, probabilmente sorelle, cercano di tenere quieto un ragazzino handicappato, figlio di una delle due (almeno a giudicare dalla somiglianza),  portandolo in giro per la stanza circondandolo da dietro con le braccia intorno alla pancia per sorreggerlo. Ci sono mamme con i loro neonati nelle carrozzine, e papà che intrattengono i loro figlioletti briganti che non stanno fermi un secondo.

Dopo un’ora e mezzo di attesa (e menomale che avevamo l’appuntamento) finalmente ecco che il nostro ZN2 compare in cima al tabellone un po’ come la Wanda Osiris sulla scala,  tocca a noi!!!

Ce ne andiamo dopo 20 minuti, come nuovi. Un po’ disorientati da quel curioso modo di dare i numeri, ma sotto sotto contenti di essere lì “solo” per togliere un gesso…

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9 thoughts on “Ma diamo i numeri?

  1. ahahah ma eri in ospedale o al check in dell’aeroporto?
    sembravano sigle di voli e la natura umana presente lì sembrava sul punto di partire ahahahaha

    peccato però che non volavano molto, visto il tempo impiegato per arrivare al tuo turno 😉

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  2. Beh, dai, forse è più importante che funzionino i medici che non il tabellone.

    Magari quello sarà più facile migliorarlo col tempo (e con le segnalazioni: fossi in te la fa farei).

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  3. Lo so il commento non c’entra nulla col post…ma…mi sono iscritta al tuo blog, ti seguorò come seguo quel matto di Mbj…
    intanto vado a fare la pappa che lo stomaco canta da dieci minuti…
    poi torno…e ti leggo un pò!
    Ciuro!
    Buon appetitoooooo
    Mary

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Stretta la foglia, larga la via, dite la vostra ch'io ho detto la mia...

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