Charlie, ovvero: come complicarsi la vita

3. Dimmi la tua razza, e scoprirò chi sei…

Trovargli un nome è stato piuttosto facile e istintivo. Come ho già detto portava un collare rosso, tutto consumato e con le parti metalliche arrugginite. Nessuna medaglietta. Ma sulla fibbia c’era incisa la marca del collare: Charlie. Ci è subito sembrato che quel nome gli si adattasse.
Oltretuttto somigliava anche al cane del film di animazione “Charlie, anche i cani vanno in Paradiso” e quindi quello fu.
Sul fatto che andrà in Paradiso nutro forti dubbi, primo perché non credo che i cani possano mai essere ammessi all’alto dei Cieli, così come non sono ammessi in chiesa (mi domando perché, visto che anche loro sono creature di Dio), secondo,  perché non credo che Dio sia masochista a tal punto.
Capire di che razza fosse è stato molto più complicato, ognuno aveva una sua teoria. Eravamo quasi certi che non si trattasse di un meticcio, ma che appartenesse a qualche razza definita. I cacciatori della zona avevano sentenziato che è un cane “da cinghiale” di una razza denominata “restone”.
Cerca che ti ricerca, di questa razza non ce n’è traccia né sui libri né in rete. Ma sicuramente si trattava di un segugio. Alla fine, quello che gli somigliava di più era il “piccolo lepraiolo dell’Appennino”.
Fin da subito, il piccolo lepraiolo in questione ha dimostrato di avere un bel caratterino, schivo, un po’ ribelle, dominante. Insomma, padrone di sé stesso (e pure un po’ degli altri, direi…).
Tempo dopo, cercando per caso fra le immagini dei cani,mi è capitata sotto gli occhi l’immagine di questo cane, il “bracco ungherese a pelo forte”.  A colpo d’occhio  mi è sembrato che fosse molto più somigliante a lui rispetto all’altro, tranne per alcuni particolari che imputavamo forse al frutto di un libertinaggio paterno.

Istintivamente esordisco: “Ecco, l’ho trovato finalmente! non è un piccolo lepraiolo dell’appennino, è un bracco ungherese!”

E mio figlio piccolo, come solo lui sa fare…: “Ecco perché non capisce una mazza, parla straniero!”  🙂

In ogni caso, a tutt’oggi il mistero è ancora fitto, infatti nel cercare foto per questo post ho trovato questa e questa che ne dite?   Siamo di nuovo al punto di partenza…

 Io nell’incertezza direi…razza CANE.

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5 thoughts on “3. Dimmi la tua razza, e scoprirò chi sei…

  1. io ho già deciso il nome per il mio futuro gatto – anche se non l’ho mai visto. penso infatti che sceglierò il gatto in base al nome, più che un nome in base al gatto. si chiamerà polenta, paul per gli amici.
    detto questo, la razza di cui parli è molto carina, tanto che pensavo che i cani di quel tipo fossero bastardini purissimi (considera che la razza bastardina per me è la più carina che ci sia dopo i carlini, quindi è assolutamente un complimento! :D). comunque sia, è un cane carino 😀

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  2. Importa relativamente sapere la razza della Creatura pelosa che
    convive con noi. Un “bel” nome lo terrei più in considerazione.
    Ma in ogni caso, l’importante è Amarlo e Rispettarlo.

    Buon pomeriggio Rossana
    Gina

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  3. Si Gina, hai perfettamente ragione, ma sai, è piuttosto una questione di curiosità. Cercare di capire da dove potesse provenire, se da un libertino di un cane, che si è rimescolato da sé o se fosse una razza specifica seppur ignota. Per quanto riguarda l’amore e il rispetto, siamo in netto vantaggio su di lui (nel senso che lo amiamo e lo rispettiamo molto di più di quanto lui faccia con noi! 🙂 )

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Stretta la foglia, larga la via, dite la vostra ch'io ho detto la mia...

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