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“Caro” capitano…

“Caro” capitano,

ma le ha insegnato la mamma che il vero valore delle persone si vede da come si affrontano le proprie responsabilità?
E sa che le bugie hanno le gambe corte? Beh, dirà Lei, almeno loro non si bagnano i calzini…

Si sono bagnate ben più dei calzini, caro capitano, le undici persone che sono state estratte morte dalla sua nave, e quelle che ancora sono là dentro. Là dentro per colpa Sua, capitano, perché dare le giuste proporzioni al problema che si era verificato significava già ammettere di aver fatto una stronzata. No, meglio dire che si trattava di un guasto elettrico, così poi si rimedia e nessuno si accorge di nulla.
Già nessuno si accorge di nulla… e nel frattempo che la nave imbarca acqua andiamo vicino agli scogli, tanto per non affondare in acque profonde, così la gente si salva…questa è stata l’unica manovra decente di tutta quella nottata, ma non basta a cancellare il resto. La gente si sarebbe salvata davvero tutta, se lei avesse fatto le cose come dovrebbe fare una persona responsabile. Lei sa cosa significa quella parola, vero? Lei era responsabile della vita di oltre 4000 persone, ma ha deciso di  passare così vicino alla costa da poterla quasi toccare,  salutare gli abitanti a terra, accendere tutte le luci, fare il fischio di saluto, fare “l’inchino”. Beh, l’inchino Le è riuscito bene davvero, capitano, solo che la Sua nave non si è potuta più rialzare. Se questa è stata una Sua idea o se la compagnia l’ha autorizzata, questo lo vedremo. Ma la cosa ancora più grave (se non fosse già grave avere affondato una nave) è stato quello cha ha fatto dopo. Perché la Concordia ci ha messo quasi due ore per adagiarsi sul fianco come un animale morente. Se se in quelle quasi due ore di attesa Lei fosse rimasto, se Lei avesse dato il giusto peso al problema, se  avesse lanciato il Mayday al momento giusto, se non avesse mentito alla Guardia Costiera, se avesse coordinato e velocizzato le operazioni di abbandono nave prima che questa fosse così inclinata, tutti potevano salvarsi lo stesso.  Se avesse fatto sparare dei bengala per illuminare il buio, avrebbero visto quanto vicini erano gli scogli, che si poteva quasi raggiungerli a nuoto. Se invece di rimandare la gente in cabina in attesa di istruzioni l’ avesse fatta preparare, nessuno sarebbe rimasto là sotto.
No, no, meglio lasciare la nave e i passeggeri al loro destino, meglio coordinare le operazioni da una sicura scialuppa, meglio, molto meglio.

Per affrontare le conseguenze dei proprio errori  ci vogliono carattere, onestà verso gli altri ma anche verso se stessi, coraggio, ma soprattutto responsabilità e coscienza. Quello che tutti si sarebbero aspettati da Lei. Ma Lei ce l’ha, comandante? O anche quelle le sono “cadute” mentre Lei e i suoi ufficiali siete “scivolati” sulla scialuppa?

Ho sentito dire a volte che quando una persona è accusata da tutti, viene voglia quasi di difenderla. Beh, a me no di sicuro. Quando uno oltre che incosciente è anche vigliacco, quando oltre che colpevole è anche bugiardo, mi dispiace ma non lo assolvo. E nemmeno dovrebbe assolverLa  la giustizia, Capitano, dovrebbe farLa stare in galera anziché agli arresti domiciliari  casa Sua.
E soprattutto non dovrebbe assolverLa la Sua coscienza, se gliene è rimasta un po’.
A meno che anche quella non sia volata fuoribordo.

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15 thoughts on ““Caro” capitano…

  1. Cara @Rossana, so che sei una bella persona, e condivido i tuoi sentimenti anche di fronte ad una tragedia ( evitabilissima … ) di queste drammatiche proporzioni, tuttavia non commenterò questo tuo post, non amando troppo – e questo, un mio opinabilissimo pensiero – unirmi al coro degli anatema contro @schettino, indifendibile invero . Del suo atto vile, risponderà a Dio ed alla giustizia umana, e SOPRATTUTTO alla sua coscienza … ammesso che ce l’ abbia .
    Ma non c’ è trasmissione TV ( fra le quali, quella dell’ immondo @vespa … che si strofina le mani a topo, mentre la bava gli sgorga tra le labbra, all’ infame pensiero dello “share” che otteneva immergendosi da par suo nel disastro con le sue sporche intenzioni … ), o testata di giornale, o blog, o sito internet in cui non si discuta questo momento d’ attualità o non si sia elevato il grido di “linciaggio subito” verso @schettino, e dunque è superfluo, per come la penso, ribadire io la viltà di “questo” comandante (sic!) e la grottesca abitudine ( ora impudentemente negata … ) delle compagnie di crociera di “tollerare” che i loro comandanti “faccino l’ inchino” alle coste scogliose delle isole che incrociano, con gran tripudio anche dei passeggeri che scattano foto ravvicinate, ignari del grandissimo rischio che corrono !
    Mi permetto soltanto, di raccomandarti di vedere ‘ad ogni costo’ l’ articolo ed il video di @Francesco Merlo, il bravo giornalista de LA REPUBBLICA, con cui egli riflette con amara sincerità, andando controcorrente rispetto ai più, sulla reale viltà di @schettino e sul presunto eroismo del comandante @de falco, dando ad ognuno dei due quello che – a mio modo di vedere le cose – umanamente hanno conseguito nella tragedia !
    Un abbraccio …
    @Bruno

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  2. Concordo con tutto quanto scritto. Uno che si definisce “uomo di mare”, per di più comandante della più grossa nave da crociera di tutta europa, messo lì non si sa bene per quali meriti, porta suddetta motonave vicino agli scogli e dopo aver fatto la cazzata se ne scappa via come un coniglio lui e il suo secondo (non dimentichiamoci che pure gli altri ufficiali, a parte qualcuno rimasto, sono scappati via come codardi) non merita nessun rispetto né umano né professionale.

    E la scia di bugie che ha raccontato non si è esaurita nella notte di sabato ma continua tutt’oggi con una faccia che definire da culo è proprio poco (c’era buio… io ho fatto il mio dovere… ho salvato tante vite umane… ora si scopre che c’era pure una ragazza clandestina di 25 anni non segnata da nessuna parte con lui).

    Nonostante la strigliata di De Falco al telefono lui ha continuato imperterrito a fregarsene, come se non fosse compito suo fare nient’altro. Ciò che mi fa specie è che c’è chi lo difende e lo definisce addirittura EROE. Eroe??? Uno che affonda una nave e scappa è un EROE????? MA LI’ NON DOVEVA NEMMENO ESSERCI, DOVEVA STARE A 5 MIGLIA DALLA COSTA NON A 150 METRI!!!!!

    Inoltre adesso mi fanno ancora più ridere quelli che non vogliono che le navi da crociera passino così vicino alle coste o ai luoghi dove transitano dopo che sono una vita che lo fanno e nessuno ha mai detto niente in contrario. Ci doveva scappare la tragedia per aprire gli occhi? A quanto pare la risposta è sempre sì.

    E per quanto riguarda la coscienza di questo essere ignobile (chiamarlo uomo è un’offesa per tutti gli uomini) tranquilla che l’ha lasciata sulla nave ad affondare con lei e non credo che l’avesse anche prima viste le cavolate combinate pure in passato.

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      1. Hai ragione. Ho dovuto mollare il vecchio blog in quanto non ho mai sopportato le limitazioni che aveva e adesso ne stò facendo uno nuovo tutto da zero (poi ti dirò dove). Ad ogni modo ti leggo sempre solo che commento di rado (purtroppo ma mi farò perdonare :)).

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  3. Bruno, condivido in parte quello che hai scritto, e anche quello che ho sentito nell’articolo che citi.
    Sono perfettamente d’accordo con te riguardo alle trasmissioni tv, che propongono e ripropongono ad oltranza le stesse immagini, le stesse interviste e le stesse notizie più volte al giorno. Aborro le puntate cosiddette “di approfondimento” che altro non fanno che fare audience sulle disgrazie altrui, troppo spesso con particolari cruenti e fin troppo dettagliati. Questo è un altro capitolo: dove finisce il diritto all’informazione e dove invece inizia il voyerismo e l’interesse per il macabro?
    Ma tornando al fatto, la cosa che mi ha spinto a scrivere questo post è l’amarezza del constatare quante volte la nostra vita viene messa in pericolo, o viene sacrificata inutilmente. Di quante volte la fiducia che riponiamo in chi ci dovrebbe guidare e proteggere sia in realtà mal riposta. E non per mera inettitudine ma per superficialità. Non ho citato De Falco di proposito, non ritengo che sia un eroe, ma semplicemente un uomo che si è trovato a dover fronteggiare un’emergenza della quale fino all’ultimo non si sapevano le proporzioni, e che lo ha fatto a suo modo, magari dando ordini e anziché motivando (come diceva giustamente il giornalista Francesco Merlo). Si fa presto a dire eroe, come in certe trasmissioni canore si fa troppo presto a fare “standing ovations” che adesso vengono riservate a chiunque. Credo che si possa definire eroe solo chi mette gli altri avanti a sé, chi si sacrifica per amore del prossimo. Come ad esempio il batterista della nave, scomparso dopo aver ceduto il suo posto in scialuppa ad un bambino. Credo anche che l’ordine di De Falco di risalire a bordo fosse quantomeno di difficile attuazione, perché a giudicare dall’altezza di quella famosa pescagina dalla quale scendevano i passeggeri non doveva essere facile risalirla, anche considerando il fatto che sarà stata bagnata e scivolosa. In ogni caso nessun tentativo è stato fatto dagli ufficiali per tornare a bordo (e perché poi di loro non sono mai stati citati i nomi? Non sono forse responsabili, neanche in misura ridotta?). Stare nella sua posizione sarà stato senz’altro più facile che stare nella posizione di Schettino come dice giustamente Francesco Merlo nella frase di chiusura. E sono convinta che la compagnia non sia del tutto ignara della pratica dell’inchino (proprio stamani ho letto un articolo in cui veniva citato un post pubblicato sul blog della compagnia -adesso rimosso, ma recuperato-in cui si evinceva che la compagnia era al corrente, anzi, accondiscendente ed orgogliosa della pratica dell’inchino).
    E’ vero, è facile fare un linciaggio dando addosso al capro espiatorio, e il sentirlo balbettare scuse improbabili come un alunno che non ha studiato la lezione faceva quasi tenerezza, se dall’altro lato non ci fosse stata la rabbia di vedere gente in pericolo, impaurita, senza guida e alla mercé degli eventi.

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  4. @F. Merlo, con grande sincerità =e con la sua consueta “onestà intellettuale” !!! = conclude amaramente il suo straordinario ( e coraggioso ) articolo con le parole “non sappiamo come si sarebbe comportato @de falco al posto di @schettino in quelle tragiche circostanze, ma “sappiamo” che @schettino, al posto di @de falco, si sarebbe comportato esattamente come lui, nel dare, da una stanza al sicuro, gli stessi ordini che impartiva @de falco” !!!
    Ho ascoltato e riascoltato la celeberrima telefonata, ed ho udito e riudito quei “Cazzo, vada sulla nave” … “Cazzo glielo ordino, cazzo ora comando io”, che mi hanno sconcertato non poco !
    @de falco ha dato ordini, conditi opportunamente dal “cazzo” ( che fa tanto virile ! ) reiteratamente proferito, è stato durissimo “nel comando”, facendo esattamente quello che ci si poteva aspettare da lui, ha detto perfino di avere versato lacrime … ( e questo, francamente è grottesco, giacchè se un uomo piange, non lo va ha dire “registrandoselo a futura memoria” … ), ha dato i comandi che doveva dare …. e dove sta l’ eroismo ??? Un “eroe”, poteva lasciare la sala comando della capitaneria affidandola al suo secondo nel comando in scala gerarchica, e tentare l’ impossibile per raggiungere la nave e @schettino, oppure – ove non potesse raggiungere “in breve” il luogo del disastro – tentare – come dice @F.Merlo – un opera di persuasione più umana, e più, efficace del virile “cazzo” …. ma non l’ ha fatto … ed amen !!!
    Rimbombano nella mia memoria le ultime parole “di verità” di @schettino, raccolte – mentre lui le ripeteva ‘in trance’ a se stesso : “devo cambiare vita, non metterò mai più piede su una nave” !
    Eroe, @Marisa, è il batterista che ha lasciato il suo posto in scialuppa ad una bambina, eroi, in quella tragedia che dura tuttora, sono i “tanti anonimi”, tra l’ equipaggio ed i passeggeri, che si sono prodigati per salvare gli altri, ma a chi interessa di questi “veri” uomini che ci fanno sperare in un mondo migliore ???

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  5. E speriamo che interessi a tantissimi !
    Ma sono pessimista, ahimè, se penso che “NON SI PARLA MAI” ( mentre se ne dovrebbe parlare sempre, e del loro nobile esempio farne materia di insegnamento in tutti gli ordini delle scuole pubbliche ) dell’ Avv. @Ambrosoli che, mentre curava il fallimento delle “banche @sindona” deciso a fare il suo dovere fino in fondo non ostanti le minacce di morte che gli arrivavano “giorno e notte”, e che – lasciato ignominiosamente “da solo” dalle autorità del nostro paese – fu barbaramente assassinato dai sicari dei potenti, o dell’ omosessuale straniero che lo scorso anno si buttò in acqua senza pensarci due volte ( lui che non sapeva nuotare manco bene …. ) per salvare due bambine e morì annegato “dopo averle messe in salvo”, o dei vigili del fuoco che rischiano ogni volta ed ogni giorno la vita per soccorrere gli altri, o dei molti “eroi oscuri” ( ma eroi nel senso pieno del termine …. ) che in ogni evenienza lacerano la loro vigliaccheria ( quella vera, quella che alberga in tutti noi, e di certo non soltanto in @schettino !!! ), di fronte alla necessità di essere onesti e di sacrificare anche la vita in nome dei loro irrinunciabili ideali !
    Non se ne parla mai di costoro … eh, loro non fanno “audience” in TV, non fanno salire vertiginosamente il numero di copie dei giornali venduti, non consentono al verme @vespa di godersi lo “share” …. non permettono il compiacersi di pubblico, presentatori e regie negli imbecilli “salotti di approfondimento”, dove ognuno si gloria di sciorinare le sue idiozie “senza minimamente calarsi nei panni dei disgraziati” che, quei fatti da approfondire, li hanno già scritti con il loro sangue e le loro autentiche sofferenze, non sgravano tutti noi, questi eroi oscuri, umili e solitari, della nostra viltà permettendoci di accanirci sul “mostro di turno” , ma è da costoro, e non certo dal “vile” @schettino o dall’ “eroe” @de falco o dall’ ennesimo “mostro” esibito in prima pagina, che io, Tu, e tantissimi altri ( per fortuna … ) impareremo qualcosa di durevole, qualcosa che ci rimarrà – anche quando non se ne parlerà più ( come è già avvento col terremoto dell’ Aquila, e come fatalmente avverrà anche col naufragio della @concordia non appena diminuito l’ interesse generale … ) – nelle nostre carni e nell’ anima, acchè tutti noi “non immemori” si contribuisca in concreto – e costi quel che costi, chi se ne frega ! – a costruire un mondo non perfetto, ma meno indegno, meno superficiale e piagnone, meno iniquo “per tutti” !
    Questa, in unione al dolore che provo per la sorte di quei poveri morti, è la lezione che spero mi rimanga in mente “anche oggi”, per migliorare me stesso, per non ripetere, ove mi trovassi in quelle tragiche evenienze, la miserabilità di @schettino ( o “l’ eroismo” di @de falco ) … gli altri – come è giusto che avvenga – facciano come credano e come gli dettino i loro valori : nessuno essere umano è migliore dell’ altro “a tavolino” !
    Un abbraccio per te @Penny, mesto … ma sincero e da amico !!! 🙂
    @Bruno

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  6. Non ho parole. Nel mio piccolo, nel mio lavoro, alle persone che ho guidato io, ho sempre insegnato una cosa: denunciare subito l’errore.

    Prendersi le proprie responsabilità e denunciare prontamente l’errore, significa limitare le conseguenze, e qui le conseguenze erano vite umane, non perdita di dati!

    Pazzo criminale, prima durante e dopo!

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  7. Questo disastro sarà ricordato per molti anni, e c’è anche chi adesso chiede anche la liberazione del capitano…ma siamo impazziti?

    Ps: complimenti per i tuoi anticorpi 😀

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Stretta la foglia, larga la via, dite la vostra ch'io ho detto la mia...

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